Uno dei target per ottenere finanziamenti attraverso donazioni è rappresentata dalla pratica, sempre più comune in Aziende multinazionali soprattutto americane, di proporre ai propri dipendenti strumenti tipicamente denominati “employers’ matching gift programs”.

Il nome è complicato, ma il concetto è molto semplice.  Laddove il dipendente di un’azienda multinazionale, dopo uno specifico processo di registrazione dell’Associazione nell’elenco delle no-profit autorizzate nel programma (processo di vetting), provveda ad eseguire una propria donazione, l’azienda multinazionale si incaricherebbe di (almeno) raddoppiare l’importo della donazione stessa.

I limiti di donazione per dipendente sono piuttosto alti, nell’ordine delle diverse migliaia di dollari l’anno e non ci sono tipicamente limiti sull’importo delle donazioni totali per ogni ente no-profit, quindi per qualsiasi Associazione del territorio !.  Di fatto, con un panorama di aziende che propone questo tipo di strumenti sempre più ampio, l’occasione è coinvolgere soci, la propria rete di relazione e contatti per stimolare donazioni, con i metodi di convincimento più adeguati, per riuscire in maniera semplice ed efficace a stimolare di riflesso un buon numero di donazioni da parte delle rispettive Aziende Multinazionali.

Le aziende che propongono questo modello sono un numero sempre maggiore e la lista include realtà con molti dipendenti in Italia, quali: Google, VMware, Cisco, General Electric, Coca Cola, Microsoft, Starbucks, F5, Pfizer, Disney, Apple, IBM, Microsoft, McAfee Intel, Teradata, American Express, ..

Il rapporto con un dipendente e con la sua rete di relazioni INTERNA, porta alla possibilità di ricevere, con pochi contatti, diverse migliaia di euro.

La stesse presenza dell’Associazione nella lista delle no profit gestite dagli intermediari del settore (BrightFunds, Double Donation, CauseCast/AC, …) porta la visibilità e la disponibilità ad accettare donazioni in modo semplice e controllato, per chiunque (anche non dipendenti) sia alla ricerca di enti da supportare, ad esempio perché interessato al mondo degli scacchi o desideroso di supportare il movimento.

Per capire quanto questa pratica stia diventando comune, basta osservare questa statistica:

La pratica è ovviamente differenziata secondo le aziende, ma vale la pena di osservare come, in diversi casi, il matching delle donazioni da parte delle aziende sia perfino superiore rispetto a quanto proposto dai dipendenti.

Di seguito si riportano alcuni esempi pubblici:

Cosi’ come:

Per chiarire bene il concetto, basta forse rendere evidente il numero di potenziali donatori, e conseguenti match aziendali (1:1 o perfino accelerati) a disposizione, per le SOLE aziende menzionate nelle ultime due pagine:

Insomma, il bacino potenziale è molto ampio, la principale resistenza può essere la burocrazia per poter inserire l’Associazione nell’elenco delle no-profit autorizzate, per tale motivo in questo blog si presentano degli esempi reali.